La linea Sibilla Lab

Linea Sibilla LAB

Cosmesi e
Rimedi Curativi Naturali.

La linea, Sibilla Lab, custodisce quanto di piu prezioso la Natura ci ha sempre donato, la magia delle Erbe e delle Piante, in perfetta sintonia con la belezza ed il benessere della persona.
I Frati Cappuccini delle Marche hanno tramandato, grazie ai loro scritti la passione e la conoscenza di uno stile di vita in armonia con la Natura, fornendo la scintilla per far rivivere “Ricette Erboristiche “ in uso per secoli.

Le ricette, sono state rispolverate da un Botanico, una Naturopata ed un Chimico, per formulare una linea di fitocosmesi e rimedi curativi naturali.

Nel rispetto della natura, dell’uomo e della tradizione erboristica più antica.
Gli unici nuovi componenti aggiunti sono :
l’acido Ialuronico e la Bava di Lumaca

Aloe BIO

I succhi di Aloe, provengono da piante coltivate nel bacino mediterraneo,
nella maggioranza dalla Sicilia (piante autoctone da secoli)

L’aloe, con particolare riferimento all’Aloe Vera, è una pianta conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà curative. Il gel estratto dalle sue foglie è lenitivo e cicatrizzante. Dall’aloe viene ricavato anche uno speciale succo, ritenuto utile per migliorare la digestione e facilitare la depurazione dell’organismo. Le diverse varietà di Aloe vengono assegnate alla famiglia delle Aloaceae o delle Liliaceae e prediligono i climi caldi e secchi, come le piante grasse. Esistono numerose varietà di aloe in natura. Vi presentiamo le più conosciute.

Aloe Barbadensis (aloe vera)
Aloe Barbadensis (aloe vera)

Proprietà anti infiammatorie, lenitive, che agiscono soprattutto sull’intestino. …
Proprietà cicatrizzanti. immunostimolanti. …
Proprietà antibatteriche e antivirali. …
Proprietà antiossidanti e disintossicanti..

Aloe Arborescens
Aloe_arborescens
Proprietà: cicatrizzanti, antimicrobiche, immunostimolanti, antibiotiche, antisettiche. rigeneranti, disintossicanti,antiossidanti,. anti-cancerogene.
Prorpietà lenitive, idratanti, cicatrizzanti delle mucose gastro-intestinale.
Stabilizzante delle attività del sistema nervoso.
l’Aloe Arborescens di Padre Romano Zago

L’aloe come rimedio anticancro? È da un po’ di anni che si parla della ricetta dell’Aloe Arborescens di Padre Romano Zago, convinto delle proprietà miracolose di questa preparazione, che sarebbe capace di guarire tumori anche in fase avanzata, in breve tempo e senza particolari effetti collaterali.

Chi È padre Romano Zago?
Nato in Brasile, si legge sul sito a lui dedicato, nell’attuale comune di Progresso, l’11 aprile del 1932, Romano Zago, ascendenti italiani, entra appena undicenne nel seminario Serafico “San Francesco” di Taquari dove porta a termine gli studi.
Diviene novizio nel 1952. Studia filosofia a Daltro Filho e Teologia a Divinipolis, in Mato Grosso, e viene ordinato sacerdote nell’ordine dei Frati Minori.
È presto nominato professore presso il seminario di Taquari dove aveva iniziato i suoi studi, nel 1971 si laurea anche in lettere ed insegna Francese, Spagnolo, Portoghese e Latino nelle varie case del suo ordine.
Nel 1991 viene inviato a prestare il proprio servizio in Israele, dove prosegue nell’insegnamento ai giovani.
Nel 1998 ha concesso l’autorizzazione ad un’industria brasiliana a produrre in suo nome il preparato a base di Aloe.
È da qui che prende il via la storia dell’ “Aloe di Padre Romano Zago”, bevanda fedele alla formula originale, e commercializzata in numerosi paesi.
La ricerca di Padre Romano Zago è pubblicata sulla rivista “Terra Santa” e su altre riviste specializzate.
Convinto dalle numerose guarigioni straordinarie, raccoglie la sua esperienza nel libro “O cancer tem cura” (“Di cancro si può guarire”, edizione italiana Adle edizioni, Padova).
Le origini della ricetta
È in Israele che Padre Romano elabora la sua scoperta. L’aloe, o Babosa, presente in abbondanti quantità nella regione, è la “materia prima” su cui egli concentra la propria attenzione, nei momenti liberi. “Conoscevo già la pianta – dichiarerà in seguito il religioso, riporta sempre il sito citato, – in Brasile, mia madre ce la dava sempre come lenitivo, quando da bambini ci ferivamo giocando o per tante piccole cose legate ai guai fisici. Ma allora non credevo che una pianta così piccola e diffusa potesse avere un potere guaritivo così grande”.
Mescolando il succo ricavato dalla frullatura delle foglie della pianta con semplice miele d’api e grappa, ottiene un composto dalle presunte proprietà guaritive straordinarie.
Gli ingredienti
Il particolare successo della formula è dovuto ai suoi tre ingredienti: l’aloe innanzitutto, e poi il miele e la grappa. Perché questi ingredienti, come mai miele e grappa (o cognac, o brandy) ad accompagnare le proprietà dell’aloe? “ La spiegazione è semplice” dirà lo stesso Padre Romano. Ed in effetti è così. Il miele infatti, sempre che si tratti di miele d’api, naturale e non (troppo) trattato, ha la proprietà di veicolare, di condurre le sostanze curative contenute nel succo d’aloe, fino ai recettori più remoti del nostro organismo, consentendo al preparato di esercitare la sua azione benefica.
Quanto alla grappa, essa effettua un’azione di vasodilatazione, ovvero allarga i vasi sanguigni facilitando la depurazione generale dell’organismo. Il sangue può così purificarsi, eliminando le sostanze infettanti. Inoltre, l’organismo umano non sarebbe in grado di assorbire integralmente il liquido viscoso e ricco di proprietà, ovvero l’aloina, che sgorga quando si incide una pianta di aloe, senza scioglierlo in un distillato. IL preparato va assunto preferibilmente a stomaco vuoto per migliorare al massimo l’assorbimento dei principi attivi.
Elisir anti - cancro?
Lungi da noi il voler dare false speranze a chi è malato. Non possiamo accertare in alcun modo che questa ricetta faccia davvero guarire dal cancro. Nemmeno i casi di guarigione riportati sono sufficienti per fare letteratura scientifica.
Resta il fatto che la ricetta di Padre Zago continua a destare interesse e clamore.
Forse l’aloe da sola non basta, ma certamente è in grado di ridurre gli effetti collaterali di chemio-terapia e radio-terapia. C’è da dire, però, che con tutta probabilità nemmeno i protocolli standard bastano da soli:
vanno certamente uniti a uno stile di vita e ad un’alimentazione più sana. Almeno su questo tutti i medici concordano.
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